Il primo giorno di Scuola (e storie di capelli…)

E finalmente il primo giorno di scuola è arrivato anche per la mia dolce principessa.
Martina, 4 anni, ha varcato stamattina il portone della Scuola materna statale che l’anno scorso – non senza ansie e crisi esistenziali – abbiamo scelto per lei.


L’impatto, per fortuna, è stato positivo. Erano giorni ormai che Marty, sballottolata da una nonna all’altra, passando per baby sitter e mio ufficio, si chiedeva quando arrivasse il suo, famigerato, “primo giorno”.
Zainetto in spalla, è entrata in aula un po’ timorosa ma sorridente, rassicurata dalla presenza degli amichetti già noti.

Ero preoccupata perché purtroppo la mattinata e, soprattutto, la notte prima del tanto atteso momento, non sono stati affatto dei migliori e non riesco a smettere di colpevolizzarmi.
Faccio un salto indietro, perché in realtà è di questo che voglio raccontarvi sperando che, come sempre, scrivere e sfogarmi mi aiuti.

Già da diverso tempo mia figlia, ricciolina come lo ero io da bambina, mi manifestava il desiderio di avere i capelli “lunghi lunghi” che, tradotto, significa lisci come i miei.
D’accordo con la mia parrucchiera, ci eravamo ripromesse che, dopo le vacanze, le avremmo fatto togliere questo “sfizio”. Niente piastra logicamente. Giusto una “lisciata” con spazzola e asciugacapelli.
Quale occasione migliore, per un cambio di look, dell’inizio del nuovo anno scolastico??
Coincidenza ha voluto, infatti, che proprio ieri sera avessi appuntamento con la mia parrucchiera e quindi, alla sua pronta richiesta, abbiamo deciso di accontentarla. Per la prima volta si è fatta lavare i capelli in un silenzio surreale! Non un lamento, non una parola, non una lacrima.
Impaziente per l’esito finale, tentando di sbirciare con gli occhi le ciocche laterali già lisciate, se ne stava con la schiena dritta dritta sulla sedia e le gambe che facevano su e giù per l’eccitazione.

Quando si era più o meno a metà piega, la parrucchiera mi fa “e adesso chi glielo dice che le dureranno pochissimo?”. Ed io “come pochissimo? 😮😮😮 Perché?”.
“Perché – mi ha spiegato lei –  trattandosi di capelli giovani e non trattati, sono particolarmente elastici e tenderanno a riprendere in poco tempo il loro garbo naturale”.

Iniziavo a pensare tra me e me che forse avevo combinato un bel casino ma in realtà mai mi sarei immaginata che quel dureranno poco equivalesse a poco più di 3 ore!!

Inutile dire che mia figlia fosse ultra contenta del suo nuovo aspetto e non perdeva occasione per specchiarsi, compiaciuta, in qualunque superficie riflettente.


Quando Marty è andata a letto già le punte sulle spalle avevano iniziato a rigirarsi ma, ovviamente, non gliel’ho detto. La metamorfosi era ormai avviata e si sarebbe compiuta nel corso della notte…

Alle 3:00 Marty si sveglia e mi viene a chiamare perché deve fare la pipì. Nel passare dinanzi allo specchio in camera da letto non perde occasione per specchiarsi e, alla vista in penombra della sua sagoma riccioluta, scoppia in un pianto fragoroso, di quelli con i lacrimoni che sgorgano veloci a rigare il viso e a bagnare il collo della maglietta 😞😞😞
Continuavo a ripeterle che lei è bellissima sempre, e i suoi ricciolini lo sono ancora di più dei capelli lisci, ma niente. Non c’era nulla che le dicessi che riusciva a consolarla.
Non faceva che ripetere “Non li voglio i ricciolini. Voglio i capelli lunghi. Non sono più bellissima”.
Mi sono sentita (e mi sento ancora) la peggiore mamma al mondo!
Un senso di colpa atroce. Le avevo provocato, con le mie stesse mani, la sua prima delusione da “donna”.

Un episodio che, oltre a farmi male, mi ha fatto molto riflettere.
Possibile che una bimba di 4 anni (peraltro bellissima e iper elogiata, in famiglia e non solo) abbia aspetti del suo corpo che già non accetta e vorrebbe cambiare?
Ma cosa abbiamo nel DNA?
Possibile che noi “femmine” diventiamo così testardamente, maledettamente e…. precocemente… DONNE?
Mi torturo con questi interrogativi da stanotte.

Tante domande. Poche risposte. Una sola convinzione.
L’altro giorno, a mia cognata in attesa di una bimba, dicevo che essere madre di una femminuccia è meraviglioso. Lo confermo anche adesso. Ma oggi aggiungo che è anche molto più difficile…

 

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