Milano come Broadway: a febbraio arriva Mary Poppins

La celebre tata volante, che ha incantato generazioni di bambini, dopo aver a lungo planato con il suo ombrellino parlante, sta per atterrare finalmente nel nostro Paese per la prima trasposizione teatrale, in lingua italiana, del capolavoro Disney del 1964, nato dalla penna di Pamela Travers.

Prodotto da WEC – World Entertainment Company, Mary Poppins – il musical debutterà il prossimo 13 febbraio al Teatro Nazionale Che Banca!  di Milano, dove sarà replicato per tre mesi.

Uno show che, a giudicare dagli eccezionali numeri delle prevendite, si preannuncia già un successone. Del resto gli ingredienti ci sono tutti: una storia che, a distanza di tanti anni, non smette di farci emozionare (non a caso la Disney sta lavorando al sequel del film che arriverà nelle sale il prossimo Natale. Ve lo avevo anticipato qui), mirabolanti effetti speciali, coinvolgenti coreografie e una grande orchestra in sala che suonerà i brani – da “Un poco di zucchero” a “Supercalifragilistichespiralidoso” –  che tutti noi abbiamo amato e canticchiato (io lo faccio ancora, come sapete 😆 ) e che valsero a Richard e Robert B. Sherman il premio Oscar per la miglior colonna sonora.

La produzione italiana dello spettacolo è curata da un consolidato team di creativi, riconosciuto e apprezzato anche Oltreoceano, fra i quali il regista Federico Bellone, il supervisore musicale Simone Manfredini e la coreografa Gillian Bruce.

Nel ruolo che sul grande schermo fu del premio Oscar Julie Andrews, la giovane e talentuosa performer Giulia Fabbri; appena trentenne ma già con un lungo curriculum di spettacoli musicali alle spalle. Ma per una che, su Facebook, di lei scrive: “venero Julie Andrews e piango puntualmente sul finale di Mary Poppins” c’è motivo di ritenere che quello del 13 febbraio sia il debutto più importante 🤩

Una produzione, come si è detto, imponente. Non pensata per un Tour, e che quindi resterà in pianta stabile a Milano. Io, che da sempre amo la Marypraticamente perfetta sotto ogni aspetto“, sto seriamente meditando questa trasferta. Come dire che, se Maometto non va alla montagna….

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