Allo Zoo di Napoli tra vecchi e nuovi amici

Sabato pomeriggio, trovandoci in zona Fuorigrotta (NA), ne abbiamo approfittato per una toccata e fuga con i bambini allo Zoo di Napoli. Non era la loro prima volta ma, chiaramente, adesso che sono più grandicelli, lo hanno apprezzato molto di più.

A ciò bisogna aggiungere che Mario – che è particolarmente attratto da tutti gli animali – ha una vera e propria fissa per gli elefanti. Li ama praticamente alla follia 😀  Ogni sera non si va a dormire senza il peluche di Dumbo e ogni mattina non si fa colazione se non guardando a ripetizione, su youtube, la clip della marcia degli elefanti, tratta da Il libro della Giungla della Disney. Ero, dunque, particolarmente curiosa della sua reazione dinanzi a degli elefanti in carne ed ossa. E devo dire che lo stupore dei suoi occhi e l’entusiasmo del suo sorriso non hanno deluso le mie aspettative.

Ma al di là della prima, obbligata, tappa dagli elefanti asiatici, Marty e Mario sono rimasti affascinati da tutti i piccoli e grandi ospiti del giardino zoologico di Napoli: dai leoni agli ippopotami, dalle tigri alle zebre, passando per giraffe, cervi, tapiri, fenicotteri, foche e chi più ne ha più ne metta!

Tutta la struttura poi è pulita, ben tenuta e piena di verde. Il personale gentile e disponibile. Tante aree sono state interessate da interventi di restyling con l’intento di eliminare il più possibile le “gabbie” e ricreare spazi adeguati ed habitat quanto più similari è possibile a quelli naturali. È accaduto con le tigri, i leoni e – attraverso una nuova campagna di crowdfunding – è in progetto di riportare a Napoli anche gli scimpazè.

Non mancano, inoltre, punti ristoro e ci sono anche un paio di aree-gioco che fanno sempre comodo, specie quando si è stanchi di rispondere ai millemila “perchè” dei bambini 😉

Abbiamo visitato anche la Butterfly House, inaugurata da appena due settimane. Una piccola (e caldissima!) struttura adiacente al Rettilario, in cui è possibile visionare dai bruchi alle crisalidi e capire l’intero ciclo vitale delle farfalle. Grazie ad una dolce e simpatica keeper abbiamo ad esempio appreso – e la cosa, confesso, mi ha messo una certa tristezza –  che i bruchi ci mettono 3 mesi per trasformarsi negli splendidi insetti dalle ali colorate ma, sotto questa forma, campano solo 5 giorni!!!

Non siamo invece riusciti a vedere le scimmie (pardon, i siamanghi) perché essendoci adesso un cucciolo di piccoli mesi, con il calar del sole spostano la famigliola in una casetta al chiuso, perché la temperatura è troppo fredda. Il baby siamango è, tra l’altro, la star del momento! Lo Zoo ha infatti lanciato, sulla sua pagina facebook, un sondaggio pubblico per decidere come battezzare il piccolino tutto occhioni e pelo ( io ho proposto Coccobill 😀 ).

Domenica prossima, 25 febbraio, il nome scelto sarà comunicato ufficialmente nel corso di una vera e propria festa con animazione, spettacoli e laboratori, che sarà ripresa dal TgR Campania.

Insomma, c’è fermento e tante novità nel giardino zoologico di Fuorigrotta. E per me che da ragazza ho tristemente assistito al lento declino, culminato poi con la chiusura della struttura, ammirare oggi lo Zoo di Napoli rinato e rilanciato dalla nuova gestione firmata dall’ingegnere ed imprenditore napoletano Francesco Floro Flores, non può che essere una boccata di aria fresca. Un segnale di speranza. La prova che in questa città non è detto che tutto debba andar male o nulla si possa cambiare. Talvolta le cose cambiano… e funzionano addirittura!

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