Halloween: c’è chi dice NO!

Ogni anno di questi tempi si scatena, sopratutto sui social, la diatriba tra favorevoli e contrari alla festa di HalloweenA me personalmente è una ricorrenza che non dispiace. La trovo anche un modo divertente per esorcizzare la paura della morte.

Ai miei tempi – per usare una tipica espressione da genitore “datato” –  non si festeggiava, ma da adolescente guardavano incuriosita ed affascinata zucche intagliate e mostruosi travestimenti nei telefilm americani. Adesso che (seppur in forma ancora lieve) l’usanza è arrivata anche da noi, c’è chi, come me, ne trae l’occasione per mascherarsi, organizzare feste, cene a tema o fare lavoretti con i propri piccoli e chi, al contrario, si indigna.

Una delle principali contestazioni rispetto a quella che, letteralmente, viene dallo scozzese “All Hallows’ Eve” (Notte di tutti gli spiriti sacri, la vigilia di Ognissanti) è che non si tratta di una festa della nostra cultura. E’ assolutamente vero.

Ma forse il Natale, nelle modalità con le quali siamo soliti festeggiarlo oggi, lo è?

Senza andare a scomodare i nostri nonni (per chi ce li ha ancora), basta chiedere ai nostri genitori e vi confermeranno che ai loro tempi non si faceva l’albero di Natale e non c’era nessun vecchietto barbuto e vestito di rosso che ti veniva a portare i doni a casa. Ci si limitava a costruire con sughero e legno un bel presepe, di quelli con i pastori in ceramica tanto cari al grande Eduardo, e i regali li si riceveva solo il 6 gennaio, con l’avvento della Befana.

Ebbene, rinuncereste oggi ad addobbare il vostro abete luccicoso? Oppure privereste mai i vostri figli di Babbo Natale e dei suoi regali? beh, eppure non si tratta di tradizioni nostre.

Ecco, io credo che in un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, sia molto difficile distinguere ciò che è tradizionalmente nostro da ciò che non lo è. E personalmente ritengo che la contaminazione di usanze e culture sia qualcosa che arricchisce. Non il contrario.

Poi, certo, possiamo obiettare che si siano persi i veri valori (ritorno in modalità genitore datato 😅) e che tutto alla fine si traduca in business, consumismo e bla bla bla… ma, non per sembrare ridondante, non capita esattamente questo anche a Natale, Pasqua e tutte le altre feste comandate???

Esiste poi un altro capo di imputazione contro la notte delle streghe. Quello sollevato dal popolo religioso. Premetto che certamente non sono una cattolica praticante ma, andando un po’ a leggere qui e là, non ho riscontrato attinenza tra Halloween e il culto del demonio.

L’origine della ricorrenza, infatti, va rintracciata nella festa celtica di Samhain che, tradotto dall’antico irlandese, significa praticamente “Fine dell’estate” ed era una sorta di Capodanno celtico.

Per i Celti, popolo di pastori, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo. Il tempo in cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende. Da qui deriva l’attinenza con il tema della morte: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, sembra essere morta, appunto, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i defunti.

Non è un caso, dunque, che con l’avvento del Cristianesimo, Halloween non fu completamente cancellata, ma fu in qualche modo “cristianizzata”, tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti il 1° Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre.

Quest’ultima, in particolare, in molte zone d’Italia tra cui a Napoli (giusto per ritornare al discorso iniziale sulle nostre tradizioni) aveva nel dopoguerra molte similitudini con l’angolofona festa di Halloween.

I bambini che giravano di casa in casa a chiedere dolci e caramelle da mettere in una scatola di cartone a forma di tomba –  “il tavutiello” –  in cambio di preghiere per le anime del purgatorio, non ricordano forse i bambini anglosassoni del più ingenuo “dolcetto o scherzetto”?

E quindi rilassiamoci, facciamo scorta di cioccolatini e lecca lecca, e non storciamo il naso se nei prossimi giorni qualche bimbo busserà, mascherato, alla nostra porta 😉

 

Commenti

1 Comment

  1. Silvia Biz

    25 ottobre 2017 at 13:08

    Io mi diverto un sacco a preparare i party a tema, che sia l’ultimo cartone Disney per il compleanno delle mie piccole o halloween poco importa. E’ consumismo, si è vero in parte se per questo si intendono quei 4 spicci spesi per qualche gadget che faccia atmosfera. Per me era un pretesto per andare vestiti da scemi a ballare e divertirsi con gli amici nell’era pre-figli , è un pretesto per organizzare feste e vedere la felicità negli occhi Delle mie bimbe adesso. Mi pare che motivi per “indignarsi” siano ben altri!!!

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