Festa della Donna a chi?

Caramelle non ne voglio più. Forse è banale. Probabilmente scontato. Ma non mi riesce di iniziare diversamente un post sulla festa della Donna, dopo l’enorme (e giustificatissimo) clamore generato, dentro e fuori i social, dall’affaire Trenitalia-caramella al limone.

L’iniziativa promozionale più spilorcia della storia, lanciata dalla principale compagnia ferroviaria italiana in occasione dell’8 marzo, ha scatenato miriade di meme, commenti sarcastici e in parte anche risentiti dall’utenza, costringendo poco dopo l’azienda a rimuovere l’annuncio dal proprio sito.

L’offerta-gaffe di Trenitalia, oltre ad averci regalato una giornata di sana ilarità, se vogliamo è una triste metafora della condizione della Donna nella nostra Società.

Ci regalano caramelle. Ci illudono con convegni e fiaccolate. Ci strizzano l’occhio parlando di parità di genere, di iniziative legislative rigorose per punire ed arginare la violenza sulle donne, quando la realtà resta un’altra.

La realtà ci dice che in Italia, su 37mila dimissioni lavorative volontarie, la stragrande maggioranza è costituita da donne e madri, costrette a licenziarsi perché impossibilitate a conciliare la vita lavorativa con quella di mamma.

La realtà ci dice che nei luoghi di lavoro (qui una triste storia di discriminazione che vi avevo raccontato un po’ di tempo fa) la gravidanza è vista come una iattura, l’esser madre un handicap, e gli uomini vengono pagati di più ed hanno più opportunità di fare carriera, anche quando meno meritevoli rispetto alle donne.

Se dal fronte del lavoro ci muoviamo nel campo delle violenze e dei soprusi, il bilancio è addirittura peggiore.

I casi di femminicidio non si contano più. Solo nell’ultima settimana, e soltanto nel napoletano, sono balzate agli onori della cronaca le storie di Norina, uccisa con tre colpi di pistola dal marito, di Fortuna, massacrata di botte dal coniuge, passando per l’altrettanto atroce vicenda della 24enne stuprata da tre ragazzi nemmeno ventenni, nell’ascensore della circumvesuviana di San Giorgio a Cremano.

Ecco, dinanzi a tutto questo, io NON festeggio la Festa della Donna. Perché di motivi per festeggiare ce ne sono veramente pochi e non voglio più accontentarmi delle briciole (e delle caramelle!).

Commenti

1 Comment

  1. Patrizia

    8 Marzo 2019 at 9:06

    Brava sono d’accordo con te

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