Uova di Pasqua Kinder: e se le soprese diventassero “plastic free”?

Terminato il maxi-ponte pasquale, in cui ci siamo concessi una piccola fuga al mare, è tempo di qualche riflessione.

I miei figli hanno ricevuto quest’anno decine di uova di Pasqua kinder. Veramente tante e scommetto che anche i vostri non sono stati da meno.

No, non si tratta del classico post su come smaltire la cioccolata delle uova di Pasqua. Quella, tra merende con gli amichetti e pause caffè con i colleghi, prima o poi la consumeremo (con buona pace della prova costume 😅), ma il problema sono quella miriade di (inutili) bussolotti in plastica che contengono le tanto amate sorprese

Dopo averne cestinati a decine (nell’apposito contenitore della raccolta differenziata, naturalmente!) mi sono resa conto di che quantità di rifiuto non biodegradabile, assolutamente evitabile, avessi prodotto.

Sull’onda del movimento lanciato dalla giovane Greta Thunberg, si fa un gran parlare ultimamente (per fortuna!) della necessità di ridurre drasticamente le quantità di plastica che tanto male stanno facendo ai nostri mari e al nostro pianeta.
Bisogna partire dalle piccole scelte quotidiane, sicuramente. Ma anche le grandi aziende devono dare il loro contributo.

Il marchio Kinder è da sempre sinonimo di attenzione alle esigenze dei più piccoli. La Ferrero una delle realtà imprenditoriali che maggiormente ci caratterizza nel mondo e che di certo non è insensibile alle questioni di natura etica ed ambientale.

E quindi quale migliore esempio potrebbe essere, dall’anno prossimo, lanciare le Uova di Pasqua con sorprese finalmente “plastic free?

Sono convinta che se condividiamo in tanti questa proposta, fino a farla diventare virale, forse potremmo ottenere qualcosa 💪🏻💪🏻
Che ne dite?? 😉

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